Diario Di Scuola – Pennac

"Ho provato presto il desiderio di fuggire. Dove? Non è chiaro. Diciamo
di fuggire da me stesso, e tuttavia dentro di me. Ma in un io che fosse
accettato dagli altri." – Pag.25
"Nessuno sa ciò di cui è capace e questa è una gran cosa" – Pag.30
"Insomma, diventiamo.
Ma non cambiamo granché. Ci arrangiamo con quello che siamo" – Pag.82
"Ogni studente suona il suo strumento..una buona classe (…) è
un’orchestra che prova la stessa sinfonia. E se hai ereditato il
piccolo triangolo che sa fare solo tin tin (…) la cosa importante è
che lo facciano al momento giusto, il meglio possibile e siano fieri
della qualità che il loro contributo conferisce all’insieme. Siccome il
piacere dell’armonia li fa progredire tutti, alla fine anche il piccolo
triangolo conoscerà la musica, forse non in maniera brillante come il
primo violino, ma conoscerà la stessa musica.
Il problema è che vogliono farci credere che nel mondo contino solo i primi violini" – Pag.107
"sa benissimo che il piacere di non fare niente si paga con sguardi
sprezzanti, con riprovazioni definitive che generano il disgusto di sé"
– Pag.158
"perdere la marca per ritrovare il prorpio nome"- Pag.186
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Un pensiero su “Diario Di Scuola – Pennac

  1. il "ghesbuc" SAIMON!!!!!no cmq……w il nuovo inizio….carine le "narrazioni visive" e i ""racconti in musica……diciamo poi che è dimagrito decisamente sto blog……….d’accordo col nuovo inizio…ma devi proprio ricominciare con quella foto del profilo?!?!?!!?!?!?!?!;)

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