"Dimmi se ti ho deluso" cit. "L'Eternità"

Siamo foglie in mezzo al vento.

E stiamo lì sul nostro rametto vedendo cadere quelle a noi care verso il suolo che ci sembra tanto lontano.
Tremiamo dalla paura di rimanere soli là arroccati. Pensando che ogni brezza sia nostra nemica.
A volte mi sembra di vederci dal di fuori. Tutte tremolanti. Affascinato.
Guardo con la forte sensazione di non capire cosa siano tutte quelle foglie. Cosa pensino. Cose le spinga a rimanere attaccate a quel ramo.
E mi dispiace non capire. Però rimango lì ad osservare. E quando sono tutte insieme, quel dolce fruscio. E c’è vita brulicante di curiosità.
Poi ne vedi una sola. Su un sottile ramo. Che il vento trascina. Il vento è lo stesso ma a volte si sente parte della chioma ed altre tanto lontana da pensare di non essere che una foglia.
Eppure tutte sono lì. Fragili e sole finché non si accorgono che non sono attaccate ad un semplice ramoscello in balia del vento.
Guardano più giù e vedono rami sempre più grossi e radici profonde. Ma quella attaccata al ramoscello più alto vede solo la distanza tra sé e le altre. Non vede che anche lei è parte integrante di un enoreme albero.

Noi siamo lì. Concentrati su noi e non ci sentiamo che foglie. Ma se si trasforma il tremolio di paura in brividi d’amore tutto cambia.
Da fuori sembreremo sempre fragili e instabili. Ma siamo attaccati alla vita.
Tu che mi chiedi di dimostrare il mio amore leggi i tremolii. Ascolta il fruscìo. Allora non mi chiederai. E se non mi vedrai è perché probabilmente sono quella foglia da sola o perché lo sei tu e mi confondi nella chioma.

E tu. Impara ti prego a guardare le radici.

E tu . Forse aspetti di danzare con il vento ed essere parte del viaggio. Insieme.

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6 pensieri su “"Dimmi se ti ho deluso" cit. "L'Eternità"

  1. Non ci sentiamo che foglie, e ci aspettiamo di essere calpestate un giorno dal passante. Perchè non si può restare sull’albero per sempre. Non si può essere foglie e vento. Se fossimo vento passeremo indisturbati sui visi delle persone e sulle nuvole grigie del traffico cittadino. Ma non saremmo squarciati. Ma siamo foglie. Aspettiamo la stagione che ci porterà sotto la suola di qualcuno. E guarderemo da quella nuova posizione, dopo un accettabile dolore, tutto quello che c’è ancora per noi.

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