Scrivi. Gira pagina.

Scrivi.
Gira pagina.
Scrivi.
Gira pagina…

Ogni giorno scriviamo. Scriviamo tanto da avere i crampi e pensiamo che ciò che stiamo scrivendo sia il meglio di ciò che possiamo fare.
Arriviamo al fondo della nostra pagina felici e contenti e poi, e poi giriamo pagina.
Bianco. Vuoto.
Quando arriviamo al fondo e si gira pagina lo spettacolo davanti ai nostri occhi è vuoto.
E se in principio ogni pagina vuota era per me fonte di entusiasmo ora ogni pagina vuota è fonte di mortificazione.
Conosci la fatica, la delusione di frasi infelici, segni che cercano di coprire gli errori che anche un occhio poco attento potrebbe individuare tra uno scarabocchio e l’altro.
Esiste chi cade sempre in piedi e chi invece è sempre in piedi solo perché tondo. Però è sottosopra. Come me.
Come me che perde la gioia influendo anche su chi mi tiene sempre in equilibrio.
Empatia. Solo empatia. Basterebbe quello.
Purtroppo siamo tutti connessi, collegati da fili intrecciati in cui ti ritrovi inconsapevolmente intrappolato felicemente e non.
E non mi dimentico i miei errori. Ma alla fine divento autoreferenziale. Perché ci si ritrova improvvisamente a dover festeggiare da solo i propri successi e a piangere le proprie continue e malefiche mediocrità.
Mediocre chi anche non essendolo anela di esserlo. Perché la mediocrità alla fine ti rende parte del mondo.
Una frase di una persona amata critica chi sottolinea ciò che non si è.
Purtroppo troppo spesso sappiamo ciò che non siamo e ciò che mai saremo e questo specchio trasparente impedisce di vedere cosa in realtà siamo.
E così mi vedo attraverso questo specchio trasparente. E vedo le vite brulicanti e curiose che vanno avanti meglio, che sanno cosa vogliono, che non parlano e forse neanche pensano eppure di essere soli non hanno mai avuto il dubbio.
E il calore dell’amore che mi circonda è forte. Probabilmente per capirlo però necessito dello specchio che non solo mi faccia rendere conto delle mie debolezze ma che mi renda orgoglioso. Orgoglioso di essere a prescindere da ciò che non sono.

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4 pensieri su “Scrivi. Gira pagina.

  1. "ci si ritrova improvvisamente a dover festeggiare da solo i propri successi e a piangere le proprie continue e malefiche mediocrità". Benvenuto nella vita. Ma anche questo non è completamente vero. All’occorrenza si trova le persona con cui condividere le proprie mediocrità, limiti, difetti. Quella persona li cura, e li fa passare al secondo posto, mantenendoci al primo. Se non lo fa con le parole lo fa con l’incrollabile presenza. Ma tutto questo non basta: quella persona non ha solo un ruolo da ricoprire nella nostra vita, non deve per forza essere essenziale, non deve essere semplicemente a noi perfetta, deve essere sopratutto voluta. Voluta sempre. Quando sarai orgoglioso di te a prescindere, quando non avrai la forza di esserlo ai tuoi occhi in questo equilibrio di relatività. Voluta sempre.

  2. purtroppo troppo spesso sappiamo ciò che non siamo e ciò che mai saremo e questo specchio trasparente impedisce di vedere cosa in realtà siamo

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