Flusso 2.0

Penso di averne bisogno…

bisogno di cosa?
Di riniziare  a scrivere. Di trovare il senso.
Il senso di me. Il senso di te ma soprattutto il senso di NOI.
Abbiamo sempre in bocca la parola amore. In questi giorni più che mai.
E allora mi metto lì in autoanalisi. Cercando il senso delle azioni. Quello delle parole.
Parole che spesso usiamo taglienti pensando che possano penetrare più a fondo. Toccare le corde.
In fondo ho sempre avuto ragione su questo. Facendolo con me hanno sortito il medesimo effetto. Bisogna capire se poi fanno agire nella direzione pensata.
Ripenso agli ultimi 3 anni. A chi ho visto piangere.
Ripenso al menefreghismodiunavitachevaavanti e al cuore colmo di lacrime. Alle lontananze.
Rileggo alcuni degli scritti non cancellati.
La domanda è sempre la stessa: cosa ho fatto? Dove sono arrivato? Chi c’è qua con me? Quanto il meismo che caratterizza Simone è riuscito ad andare oltre?
Quanta Rabbia c’è ancora…
Quanta…
Quanta rabbia per chi queste domande sembra non farsele. Con chi lascia passare tutto senza curiosità, senza affezione o interesse.
La vita finisce con una fidanzata, un film, un Grande Fratello?
Siamo così convinti che la nostra impotenza giustifichi il nostro non fare nulla?
Alla fine apprezzi chi sa darsi da fare, chi parla, chi sa prenderti a pesci in faccia ma solo perché ha pensato/agito più e prima di te.
E fatichi ad arrivare ad uno standard minimo che ti permetta di avere una coscienza senza troppi rimorsi.
Il problema non è pensare cose diverse e agire in modi differenti.
Il problema nasce quando sul ring sono presenti un pensiero e un "nullo".

Rileggo "Abiura di me". Ancora rabbia.
Rivedo le foto sorridenti, Roma, Parigi, New York. Rivedo canzoni stonate tutti insieme. Rivedo una sedia vuota.
Rivedo una piscina. Un orgoglio "a prescindere" per un qualcosa che non siete diventati. Rivedo il rossore. Un occhio timido.
Risento "le patate". Leggo una poesia. Uno sguardo.
Sento il desiderio leggitimo della serenità. Il vuoto di nuovo pervade. Pieni e vuoti. E riecheggiano le canzoni romantiche. Cantate lontano e cantate vicini.
Critico. Sento perforarmi dalle critiche.
Di nuovo lì. A camminare. 100 ore che neanche mai avrei pensato fossero possibili in un anno. Credo spero prego. E il silenzio assale.
E le cose lasciate a metà. Sempre a metà.
E continuo a chiedermi: Sei sicuro che ciò che muove le tue azioni è amore?

E tu: Sei sicuro che ciò che muove le tue azioni è amore?

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14 pensieri su “Flusso 2.0

  1. "Siamo così convinti che la nostra impotenza giustifichi il nostro non fare nulla?"Simo questa frase è meravigliosa. Se l’hai ideata tu, la metterò nel mio archivio citazioni con scritto "S.Spitale, 2010"

  2. Invidio il tuo cervello pensante, che è palesemente stimolato dal tuo (grande) cuore.. riesci sempre a scrivere pensieri profondi su cui riflettere…Io? spero che le mie azioni siano sempre motivate dall’amore.. altrimenti, tutto ciò che è stato fatto, sto facendo e voglio fare sarebbe un correr dietro al vento.. una perdita di tempo.. una sconfitta tremenda..

  3. …E tu sei sicuro che ciò che muove le tue azioni non sia amore?Sei sicuro che quel little b calzi davvero sul tuo viso da patapuffolo?

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