L' AMACA Repubblica — 07 marzo 2010

Avrei bisogno anche io di un «decreto interpretativo» che mi chiarisse,
finalmente, perché ho sempre pagato le tasse. Perché passo con il verde
e mi fermo con il rosso. Perché pago di tasca mia viaggi, case,
automobili, alberghi. Perché non ho un corista vaticano di fiducia che
mi fornisca il listino aggiornato delle "…" Perché
se un tribunale mi convoca (ai giornalisti capita) non ho legittimi
impedimenti da opporre. Perché pago un garage per metterci la macchina
invece di lasciarla sul marciapiede in divieto di sosta come la metà
dei miei vicini di casa. Perché considero ovvio rilasciare fattura se
nei negozi devo insistere per avere la ricevuta fiscale. Perché devo
spiegare a chi mi chiede sbalordito «ma le serve la ricevuta?» che non
è che serva a me, serve alla legge. Perché non ho mai dovuto condonare
un fico secco. Perché non ho mai avuto capitali all’ estero. Perché non
ho un sottobanco, non ho sottofondi, non ho sottintesi, e se mi
intercettano il peggio che possono dire è che sparo ca..ate al
telefono. Io – insieme a qualche altro milione di italiani – sono l’
incarnazione di un’ anomalia. Rappresento l’ inspiegabile. Dunque avrei
bisogno di un decreto interpretativo ad personam che chiarisse perché
sono così imbecille da credere ancora nelle leggi e nello Stato. ©
RIPRODUZIONE RISERVATA – MICHELE SERRA
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