Cosa ci mettiamo in tasca? Cosa ci resta di questi mesi?

Cosa ci mettiamo in tasca? Cosa ci resta di questi mesi?

 

Ieri alle 13.55 eravamo stretti intorno a 5 libretti a cantare all’unisono il cantico 69: “I tuoi sentieri insegnami affinché io ti conosca e mi diletti in te”. Quanta ansia, gioia, tristezza, liberazione. Quante emozioni compresse in quella quarantina di fratelli e sorelle impegnati da mesi nella preparazione di questo dramma. Ci siamo incontrati quasi 3 mesi fa. Prima adunanza. Assegnazione dei ruoli: il più prestante di noi (no Maurizio non sei tu mi spiace, non bastano i muscoli… dovevi averci anche una moglie) Giuseppe   (fisico un po’ mozzarellato che però non ha precluso il tuo figurone davanti a 16.000). Poi i fratelli di Giuseppe con le loro variegate personalità, il mitico Giacobbe (Massimo sei abbonato a tutti i ruoli da vecchiaccio ormai), la moglie di Potifar, le sue schiave, i giovani bulli, Gaia, Giulia, Daniele, sua madre, le ancelle, le guardie, i prigionieri, il flabello, i funzionari, gli anziani, gli schiavi forti e vigorosi che contendono lo scettro di egiziani più bianchi dei norvegesi, zio Simone, ecc…., ma soprattutto 3 mesi fa il ruolo chiave venne scelto: Gianone nei panni di Potifar.

mesi fa eravamo un guazzabuglio di fratelli di varie congregazione. 3 mesi fa ognuno aveva le sue storie personali. 3 mesi fa i nostri problemi e le nostre ansie ci riempivano la testa e il cuore. In questi tre mesi ogni sabato abbiamo dimenticato chi eravamo per trasformarci come creta in attori, tecnici, customisti, registi, arredatori, truccatori, pizzaioli, pasticceri e pasticcioni. Abbiamo imparato a conoscerci, a far cadere le barriere. Alcuni hanno discusso, si sono arrabbiati. Qualcuno è stato picchiato più volte da più e più persone. Ma ieri dietro a quei cinque cantici eravamo un gruppo solo, unito, e avevamo il solo scopo di fare del nostro meglio. Eravamo sotto 16.000 fratelli pronti a spenderci per loro. Inizia la musica. Oramai non si torna più indietro. Scena 1 perfetta. Scena 2 perfetta. Scena 3 perfetta. Cambi arredi perfetti. Scena 4 a e b perfette. Scena 5 perfetta con colpi di scena ed effetti speciali: spade che misteriosamente si rompono e burqa che cadono dal cielo sugli occhi del mitico Potifar. Mauro sei stato bravissimo, nervoso al punto giusto. Scena 6 perfetta. Scena 7 perfetta. Scena 8 perfetta. E’ finita. La nostra meravigliosa esperienza è finita. Siamo felici. Il regista ride sotto i baffi e probabilmente sotto la pelata si nasconde la soddisfazione per il lavoro svolto. La moglie del regista si era già sbellicata qualche scena prima.

I ragazzi trattengono le lacrime. Alcuni ancora non hanno realizzato. E’ finita. Una delle esperienze più significative della nostra vita è finita. Alcuni sospirano grati di non aver più tanti impegni. Da Giuseppe e Daniele ai bambini che suonano il flauto tutti sono soddisfatti di essersi spesi per questa meravigliosa assemblea.

“Cammini come una vergine ittita”, “Come sei carino quando dici veramente”, “le mie schiave.. quelle sono delle sciocche sprovvedute”, “hai fatto una cosa stupida…..GAIA”, “macché gay.. è testimone di Geova”, “non portatemi altri buffoni”, “il tuo signore non c’è: giaci con me, giaci con me”, “che succede: cos’è questa confusione”, “AVREKH”, “le bestie feroci hanno artigli e zanne”, “ti ho già detto mille volte che è sbagliato”, “pspspspspspspspspsppsps…silenzio!!!” e “DAI RIZZUTOOOOO!!!!!!”. Quante frasi rimarranno nella nostra testa. E’ stata una delle esperienze più intense della mia vita.

Abbiamo imparato a collaborare con tanti fratelli. Abbiamo trovato amici. Abbiamo combattuto con i nostri difetti per ottenere il meglio. Abbiamo scoperto lati di alcuni che non conoscevamo. Abbiamo scoperto qualità nascoste nei nostri fratelli. Eravamo stretti in un solo abbraccio collettivo. Caldo ed edificante. Un solo respiro per 45 minuti di gioia. Alla fine è stato perfetto tutto. Anche l’avvenimento imprevisto. Ogni istante rimarrà nel mio come nei vostri cuori.

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2 pensieri su “Cosa ci mettiamo in tasca? Cosa ci resta di questi mesi?

  1. saranno 2 anni che leggo le tue parole… e mi chiedo sempre come fai… ci metti il cuore quando scrivi.. si percepisce… è sempre edificante leggere i tuoi pensieri, e i tuoi ragionamenti spingono sempre a riflettere….

    cosa dire… un’assemblea con doppio dramma che rimarrà nella storia dei veri cristiani.. la conferma per alcuni, la svolta per altri, lo sprono che serviva per altri ancora…

    nel frattempo l’economia fa crack ma nessuno sembra preoccuparsene più di tanto… la pietra è molto vicina ai piedi dell’immagine..

    un abbraccio fraterno

    Fabio

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