#Olivetti : mio nonno

#Olivetti: Mio nonno si trasferì a Ivrea negli anni ’50. Sposato con 4 figli a carico lasciò una Sicilia affamata e mia nonna per cercare un lavoro che potesse mantenere tutta la famiglia.
Era un lavoratore, abituato ai campi e alla fatica. Trovò lavoro in una fonderia e in un’azienda edile. Non aveva nulla se non la sua dignità di lavoratore.
Ogni tanto con l’azienda edile faceva dei lavori all’interno della Olivetti. Si decise che voleva lavorare per loro.
Un giorno andò sotto casa di Elena Olivetti (sorella di Adriano). Suonò il campanello. Un maggiordomo lo accolse. Calogero insistette peri incontrare Elena. Lei uscì. Spitale chiese un lavoro. Lei gli diede 5.000 lire che lui prontamente rifiutò: non voleva l’elemosina, voleva lavorare.
Vista la decisione di mio nonno, Elena decise di fissargli un appuntamento in fabbrica e lo assunse.
Storie di lavoro, di altri tempi, di vita.
Io vivo a Ivrea. Nipote di immigrati. Vuoi o non vuoi faccio parte di questa storia. Simile a tanti.
Siamo nani sulle spalle dei giganti
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